Nasco a Lamezia Terme (CZ), nel 1973. 

Dopo essermi laureato in economia e commercio e dopo aver conseguito una seconda laurea in lettere, mi dedico da diversi anni allo studio e alla costruzione di strumenti ad arco e tamburi a cornice

In particolare, mi dedico alla costruzione della Lira Calabrese, affrontando lo strumento da diversi punti di vista:

  • la riproduzione degli strumenti antichi 
  • lo sviluppo di una produzione di strumenti basata su una personale ricerca del suono

Nel rispetto dell’organologia dello strumento e del repertorio precedentemente recuperato, il mio obiettivo fondamentale è il desiderio di svincolare lo strumento dal mondo della tradizione calabrese, per vederlo inserito in nuovi contesti musicali.

Le origini del mio suono

Il mio approccio alla liuteria avviene nel 2003, all’epoca ero neolaureato e frequentavo uno studio commercialistico di Firenze, preparandomi agli esami di stato che mi avrebbero legittimato alla professione.

M’interessavo a livello amatoriale di musica tradizionale, suonavo l’organetto e un giorno, un po’ per caso e un po’ per destino, incontrai Natale Rotella, un esponente del mondo agro-pastorale, pastore e costruttore di strumenti a fiato, colui che nel tempo diventerà un amico e un maestro, educandomi negli anni, con l’esempio, alla costruzione della zampogna Conflentana, influenzando profondamente il mio approccio alla costruzione della Lira Calabrese.
La sua presenza diviene un elemento chiave nella mia vita, e a seguito di questa amicizia molte cose cambiarono. Questo rapporto, che ha portato a un confronto continuo e privo di filtri, è stato principalmente marcato dalla trasmissione del suo sapere e da una concezione costruttivache si discosta totalmente dai principi della liuteria classica.

L’incontro con Zio Natale

A lui vi arrivai perché mosso da curiosità verso la zampogna, iniziai a fare una piccola ricerca nella mia zona e in molti mi mandarono al suo indirizzo fino a quando un giorno non trovai casa sua e lo attesi al rientro dal pascolo. 

Erano circa le 17 quando arrivò, giugno era già caldo e mi accolse nell’aia senza farmi entrare in casa, ma con l’immancabile bicchiere di vino offerto come segno di accoglienza e convivialità. 

Parlammo un po’ e aveva una voce bassa e roca, stanca di cammino, mi chiese chi fossi e perché lo cercassi. 

Gli spiegai del mio interesse per lo strumento e dopo un po’ si allontanò, tornando con una vecchia valigia di cartone scura e sdrucita, si sedette e la poggiò atterra tra di noi. L’aprì, dentro c’erano zampogne di varie misure e prive di otre, tutte dotate di ancia e pronte a essere suonate. 

Gli dissi, che desideravo apprendere da lui e gli chiesi se fosse disposto a insegnare. Mi guardò, mi fissò negli occhi e abbassando improvvisamente la voce come solo i Calabresi sanno fare, quando non vogliono farsi sentire dagli Dèi, mi disse, che dovevo andare al pascolo con lui per almeno un mese, dovevo vedere quel che faceva.

Dissi sì, e fu in quel preciso momento che iniziai un percorso dal quale non mi allontanai più, fu lì che iniziai il mio salto nella liuteria

Dividendomi tra Toscana e Calabria, iniziai a pascolare con Zio Natale e ogni giorno per periodi più o meno lunghi, coprivo in macchina quei venti chilometri che dalla pianura Lametina, mi portavano sulla cima della montagna Calabra. 

Senza tralasciare la mia vita fiorentina, a sud imparavo a pascolare le capre e scoprivo la lingua che mi consentiva di parlare con gli animali, camminando in abiti sdruciti per boschi erbosi e abbandonati, bevendo dalla terra e a sera rientravo stanco, sporco, felice e libero. A Firenze andavo in studio soffocato da giacca e cravatta, leggevo testi tecnici, studiavo leggi e norme. 

Dopo un lungo periodo di riflessione, che si concluse con una notte insonne e di tormento interiore, mi presentai sul posto di lavoro e diedi le mie dimissioni a un incredulo Dott. Commercialista. 

Continuai a vivere a Firenze, mi riscrissi all’università al corso PROGEAS, laureandomi dopo due anni in Lettere. Nel frattempo, mai dimenticai o interruppi il mio rapporto con Zio Natale, portandolo avanti fino alla scomparsa.  

È durato circa diciassette anni il tempo che trascorso con Zio Natale al pascolo durante il quale ho capito, che costruire a mano una zampogna implica una varietà di conoscenze fondamentali, tra cui:  

  • la lavorazione della pelle per ottenerne un otre, 
  • al saper costruire lo strumento, esso viene realizzato senza l’ausilio di mezzi elettrici bensì con il solo uso di succhielli, asce, raspe, coltello, vetro.  
  • passando dalla conoscenza del periodo giusto per la raccolta del materiale ligneo, e dei luoghi adatti alla raccolta, il legno lo raccoglievamo durante il pascolo, in luoghi spesso distanti da casa e portandolo in spalla, il legno che si raccoglie deve essere buono e sufficiente, perché non verrà rinnovato fino all’anno successivo e se non è valido non si potranno costruire strumenti di buona qualità 
  • lo studio dell’esposizione della pianta rispetto al sole, 
  • la scelta di un legno sonoro
  • non da ultimo, la conoscenza delle varie tecniche di stagionatura

Inoltre, un fattore importante che ha influenzato l’origine del mio suono è il luogo in cui abbiamo pascolato. Attraversando boschi e luoghi distanti da contesti urbani i suoni della natura e dell’ambiente erano un costante elemento di sottofondo, che uniti al suono degli animali al pascolo e dei loro campanacci, generavano un’estetica sonora distante dal contesto di una vita frenetica urbana. 

Di conseguenza, il suono dei miei strumenti non è frutto dell’applicazione di misure standard, ma è frutto della lavorazione dello stesso in funzione di un risultato preposto. In questa visione, parto da un’idea di suono intorno al quale tentare di costruire lo strumento.

Le conoscenze donatemi da Zio Natale mi sono state di fondamentale importanza e contengono un elevato valore, sia perché in parte frutto della sua esperienza e sia perché ereditate dal suo maestro, a sua volta allievo che ereditò, il tutto in un flusso di trasmissione diretta che si va indietro nel tempo.
Allo stesso tempo ho frequentato la scuola di liuteria Montaltina (Montalto Uffugo -CS) seguendo un corso sulla costruzione della chitarra. Nel 2023, presso la scuola di liuteria di Bisignano, ho seguito un corso professionalizzante sulla costruzione del violino.

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